Caccia al dominio scaduto

Caccia al dominio scaduto

Smemorati e distratti del Web sono avvisati: dimenticare di rinnovare il proprio dominio può costare caro di questi tempi. Significa quasi sicuramente perderlo e poi dover sborsare centinaia di euro se lo si rivuole indietro.

Negli ultimi 12 mesi si è decuplicato il numero di aziende che hanno creato un business milionario sui domini scaduti.
Il rischio più grande è di finire nelle mani di aziende che non acquistano il dominio appena scaduto ma che si limitano a inserirlo in un elenco di una pubblica asta. Aziende di questo tipo stanno avendo successo e ce ne sono alcune, come Pool.com e Namewinner.com, che si occupano soltanto di tale business. Fanno da intermediari tra il registrar e l'utente che, vincitore dell'asta, acquisterà il dominio. Le loro liste sono aggiornatissime - circa 20 mila nuovi domini scaduti al giorno- e quindi c'è poca speranza, per gli intestatari distratti, di farla franca. Si tratta, beninteso, di un business legale; queste aziende hanno accordi di revenue sharing con i registrar, a cui l'asta conviene: fa alzare il prezzo di vendita del dominio.
"È ormai diventato un mercato da 60 milioni di dollari all'anno", conferma Taryn Naidu, General Manager di Pool.com. Ed è cresciuto così tanto, di recente, da giungere a una svolta: in ottobre, Pool.com ha aperto le proprie aste anche agli stessi registrar, che possono così acquistare i domini più ambiti e poi rivenderli per conto proprio.

Ma i registrar hanno ormai capito che con i domini scaduti si possono fare buoni affari. Ecco quindi che uno dei più grandi registrar mondiali, Network Solutions, da settembre per la prima volta nella storia di Internet ha deciso di non rimettere più sul libero mercato i domini che ha registrato e che sono scaduti. Li tiene per sé, anticipandone il costo presso l'autorità competente, e poi li mette all'asta. L'idea non è piaciuta a Pool.com che, insieme con un centinaio di aziende analoghe, in ottobre ha citato in giudizio Network Solutions, accusandola di attività anticoncorrenziale. Hanno chiesto 150 milioni di dollari di danni.

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